le 5 migliori da guardare in streaming (Guida 2026)

!!! Ultimo aggiornamento: 1° agosto 2026. Disponibilità streaming verificata alla data di pubblicazione — i cataloghi cambiano spesso.

Se ami la storia della Roma antica, in questa guida trovi le 5 serie storiche sull’antica Roma migliori del momento: cosa raccontano davvero, cosa hanno inventato e i luoghi reali dove puoi andare a vedere con i tuoi occhi quello che hai appena guardato sullo schermo.

Schermo, storia vera, luogo reale: è il metodo che uso sempre per orientarmi tra fiction e realtà, e lo trovi applicato ad ogni serie di questo articolo.

Quale serie sull’antica Roma scegliere e in che ordine guardarle?

Non esiste una serie migliore in assoluto: ognuna usa la storia romana per raccontare qualcosa di diverso.

Le cinque serie storiche sull’antica Roma che vedremo non formano una saga e possono essere guardate indipendentemente. Se però vuoi usarle per attraversare la storia di Roma in ordine cronologico, puoi seguire questo percorso.

Ordine cronologicoSeriePeriodo storicoDove vederla
1RomulusVIII secolo a.C.NOW e Sky Go
2Spartacus73-71 a.C.Netflix e MGM+ Amazon Channel
3RomeI secolo a.C.HBO Max
4DominaFine della Repubblica ed età augusteaNOW e Sky Go
5Those About to Die79 d.C.Prime Video

5 serie storiche sull’antica Roma

1) Romulus: le origini di Roma oltre la leggenda

Romulus è la serie più lontana dall’immagine classica di Roma fatta di marmi e toghe.

Siamo nell’VIII secolo a.C., in un Lazio diviso tra villaggi, tribù e santuari. I protagonisti sono Yemos, Wiros e Ilia, tre giovani le cui vicende si intrecciano con la nascita di una nuova città.

La serie, creata da Matteo Rovere, è recitata in un protolatino ricostruito. Il mondo che racconta è dominato dalla natura, dagli dèi, dai riti e dalla lotta per la sopravvivenza.

La prima stagione (uscita nel 2020) è composta da dieci episodi, mentre la seconda, intitolata La guerra per Roma (uscita nel 2022), ne comprende otto.

Romulus racconta la storia vera di Romolo e Remo?

Non aspettarti la leggenda classica: la lupa, la cesta nel Tevere, il fratricidio.

Romulus parte dalle tradizioni sulla nascita di Roma, ma costruisce personaggi e conflitti originali. Non vuole raccontare “come nacque Romolo”, ma immaginare il mondo sociale e religioso da cui potrebbe essere emersa Roma.

La data tradizionale della fondazione è il 753 a.C., ma è una cronologia costruita dagli storici romani stessi. L’archeologia mostra invece un processo graduale, legato all’unione degli insediamenti sui colli vicini al Tevere. Romolo appartiene alla tradizione mitica: non è un personaggio storico verificabile.

Il luogo reale: il Palatino

Dopo Romulus, il luogo da visitare è il Palatino, il colle tradizionalmente legato alla fondazione della città.

Diventò poi il centro del potere imperiale, ma conserva anche testimonianze delle fasi più antiche di Roma. È il punto ideale per capire come mito, archeologia e propaganda politica si siano sovrapposti nei secoli. La scelta di Augusto di viverci non fu casuale: abitare sul colle di Romolo significava legare il nuovo potere imperiale alle origini stesse della città.

2) Spartacus: la rivolta dei gladiatori contro Roma

Spartacus è la serie più spettacolare, esplicita e violenta di questa selezione.

La storia segue un guerriero trace fatto prigioniero e costretto a combattere come gladiatore nella scuola di Quinto Lentulo Batiato. Da lì nasce una ribellione che mette in difficoltà Roma.

La produzione comprende quattro capitoli: Blood and Sand (del 2010), il prequel Gods of the Arena (2011), Vengeance (2012) e War of the Damned (2013). Lo stile è volutamente eccessivo: sangue, combattimenti, sesso, vendette e rallentamenti visivi ricordano più un fumetto epico che una ricostruzione realistica.

Nel 2025 l’universo narrativo della serie è tornato con lo spin-off Spartacus: House of Ashur, ambientato dopo gli eventi di War of the Damned. Si tratta di una linea temporale alternativa, dichiaratamente lontana dalla ricostruzione storica. Mantiene però lo stile della serie originale, fatto di lotte per il potere, violenza, intrighi e combattimenti nell’arena.

Spartaco è realmente esistito?

Sì. Spartaco fu un gladiatore di origine trace e guidò la grande rivolta servile combattuta contro Roma tra il 73 e il 71 a.C.

La ribellione iniziò in Campania, dopo la fuga di un gruppo di gladiatori dalla scuola di Lentulo Batiato. Il movimento si trasformò in un esercito formato da schiavi fuggitivi e altri ribelli, capace di sconfiggere più volte le forze romane prima dell’intervento di Marco Licinio Crasso.

Il problema è che conosciamo Spartaco soprattutto attraverso autori romani che scrissero dopo gli eventi. Le informazioni sulla sua vita, sulle sue intenzioni e sui rapporti interni alla rivolta sono quindi limitate.

La serie utilizza alcuni nomi realmente attestati, come Spartaco, Crisso, Enomao, Batiato e Crasso, ma inventa o modifica gran parte delle vicende private. Il protagonista televisivo è anche trasformato in una figura moderna, guidata dall’amore, dalla libertà e da una precisa opposizione morale alla schiavitù.

Il luogo reale: l’Anfiteatro Campano

Il viaggio collegato a Spartacus porta a Santa Maria Capua Vetere, dove si trovano l’Anfiteatro Campano e il Museo dei gladiatori.

L’antica Capua era celebre per le sue scuole gladiatorie ed è collegata alla scuola di Lentulo Batiato e alla fuga da cui ebbe origine la rivolta. L’anfiteatro oggi visibile appartiene a una fase successiva rispetto a Spartaco, ma permette di entrare nel mondo della gladiatura e di visitare un luogo profondamente legato alla sua memoria.

3) Rome: politica, potere e vita quotidiana alla fine della Repubblica

Nonostante sia uscita nel 2005, Rome resta una delle serie moderne più importanti dedicate all’antica Roma.

La storia comincia durante le campagne di Giulio Cesare in Gallia e attraversa la guerra civile, il suo ritorno a Roma, l’assassinio alle Idi di marzo e lo scontro tra Marco Antonio e Ottaviano.

Accanto a Cesare, Cleopatra, Bruto, Cicerone e Marco Antonio troviamo due soldati: Lucio Voreno e Tito Pullo. Attraverso di loro la serie passa continuamente dai palazzi del potere alle strade, dalle abitazioni aristocratiche ai quartieri popolari.

Su HBO Max trovi le due stagioni, per un totale di ventidue episodi.

Tito Pullo e Lucio Voreno sono esistiti davvero?

I nomi non sono inventati: Giulio Cesare li cita entrambi nel quinto libro del De bello Gallico, presentandoli come due valorosi centurioni rivali che, durante uno scontro, finiscono per aiutarsi a vicenda.

La loro vita televisiva, però, è quasi interamente immaginaria. Non sappiamo che abbiano partecipato agli eventi privati di Cesare o incontrato Cleopatra. Gli autori hanno preso due nomi autentici e li hanno trasformati negli occhi attraverso cui osserviamo la fine della Repubblica.

Quanto è fedele Rome alla storia?

Rome è molto efficace nel ricostruire la complessità sociale e politica della città. Mostra patroni e clienti, elezioni, matrimoni politici, religione, schiavitù, propaganda, violenza urbana e rituali quotidiani.

Questo non significa che ogni episodio sia storicamente preciso. Le cronologie vengono compresse, alcuni personaggi sono profondamente trasformati e numerose relazioni private sono inventate.

Il risultato, però, restituisce bene l’idea di una società attraversata da enormi cambiamenti. La Repubblica non crolla a causa di un singolo evento: viene lentamente consumata dalle guerre civili, dalle rivalità personali e dalla concentrazione del potere nelle mani dei comandanti militari.

I luoghi reali: Foro Romano e Palatino

Dopo Rome, la visita dovrebbe iniziare dal Foro Romano.

Era il centro politico, religioso e civile della città. Qui si trovavano la Curia, le basiliche, le tribune degli oratori, i templi e gli spazi nei quali veniva rappresentato il potere pubblico.

Dal Foro puoi poi salire sul Palatino, dove la storia repubblicana incontra quella imperiale. La serie si conclude con l’affermazione di Ottaviano; proprio sul Palatino Augusto costruì il sistema di residenze che sarebbe diventato il cuore della corte imperiale.

4) Domina: Livia Drusilla e le donne della famiglia di Augusto

Domina parte dallo stesso mondo storico di Rome, ma cambia completamente punto di vista.

La protagonista è Livia Drusilla, interpretata da Nadia Parkes da giovane e da Kasia Smutniak nell’età adulta. Dopo l’assassinio di Giulio Cesare e le guerre civili, Livia sposa Ottaviano e diventa una figura centrale della nuova famiglia imperiale.

La serie racconta il potere romano attraverso matrimoni, gravidanze, divorzi, eredi e alleanze familiari. Accanto a Livia troviamo Ottavia, Scribonia, Giulia, Antigone, Agrippa, Tiberio e Druso.

Sky presenta Domina (serie del 2021-2023) come un period drama dedicato alle lotte per il potere durante il principato di Augusto, osservate dalla prospettiva delle donne. Le due stagioni sono disponibili su NOW e Sky Go.

Chi era davvero Livia Drusilla?

Livia apparteneva all’importante famiglia dei Claudii. Era già sposata con Tiberio Claudio Nerone e incinta del secondo figlio quando Ottaviano la sposò nel 38 a.C.

Dal precedente matrimonio ebbe Tiberio, futuro imperatore, e Druso maggiore. Rimase accanto ad Augusto per più di cinquant’anni e, dopo la morte del marito, fu adottata nella famiglia Giulia con il nome di Giulia Augusta.

La sua posizione fu eccezionale, ma esercitata attraverso la famiglia e il prestigio, non attraverso un potere formale come quello di una sovrana moderna.

Livia fu davvero un’assassina?

Questo è uno dei punti nei quali Domina si allontana maggiormente dalla documentazione.

Alcuni autori antichi attribuirono a Livia responsabilità nelle morti degli eredi di Augusto e perfino nell’avvelenamento del marito. Si tratta però di accuse tarde, spesso legate agli stereotipi romani sulla donna ambiziosa che interviene nella politica maschile.

Non esistono prove dirette che Livia abbia organizzato quegli omicidi. Gli studiosi moderni invitano a leggere queste tradizioni con cautela, anche perché le fonti antiche dedicano poco spazio alle donne e tendono a rappresentarle attraverso modelli morali e letterari.

Domina prende queste accuse e le trasforma nel motore della trama. È una scelta narrativa efficace, ma non deve essere confusa con un fatto storicamente dimostrato.

I luoghi reali: Casa di Livia e Ara Pacis

Il luogo più direttamente collegato alla serie è la cosiddetta Casa di Livia sul Palatino.

La domus è stata attribuita a Livia sulla base del nome Iulia Augusta inciso su una tubatura in piombo. Conserva alcuni dei più importanti affreschi romani del I secolo a.C., datati intorno al 30 a.C. L’attribuzione tradizionale non permette di ricostruire ogni ambiente della sua vita privata, ma il complesso è inserito nell’area residenziale augustea.

Un’altra tappa fondamentale è il Museo dell’Ara Pacis. Il monumento celebra il nuovo ordine augusteo e conserva un corteo nel quale compaiono membri della famiglia imperiale, magistrati e sacerdoti.

Nel 2026 il museo ha inoltre ampliato il racconto della famiglia di Augusto attraverso una galleria di busti e contenuti audio dedicati ai protagonisti della dinastia.

5) Those About to Die: gladiatori e corse nella Roma dei Flavi

Those About to Die ci porta nella Roma del 79 d.C., durante gli ultimi mesi dell’imperatore Vespasiano.

La successione tra i figli Tito e Domiziano si intreccia con il mondo delle corse dei carri, delle fazioni del circo, delle scommesse e degli spettacoli gladiatori. Tra i protagonisti troviamo personaggi storici, come Vespasiano, Tito, Domiziano e la principessa Berenice, accanto a figure inventate come Tenax e Cala.

La serie (del 2024) è composta da dieci episodi ed è disponibile su Prime Video.

Nel cast spicca Anthony Hopkins nel ruolo dell’imperatore Vespasiano, affiancato da Iwan Rheon, conosciuto soprattutto per aver interpretato Ramsay Bolton in Game of Thrones, nei panni dell’ambizioso Tenax. Completano il gruppo principale Tom Hughes nel ruolo di Tito, Jojo Macari in quello di Domiziano, Sara Martins nei panni di Cala e l’italiana Gabriella Pession nel ruolo di Antonia.

Quale storia vera racconta?

La cornice storica è reale.

Vespasiano fondò la dinastia flavia dopo le guerre civili del 69 d.C. Gli successero i figli Tito e Domiziano. La famiglia utilizzò grandi opere pubbliche e spettacoli per rafforzare il proprio legame con la popolazione di Roma.

Anche il mondo delle corse, delle fazioni e delle scommesse aveva un enorme peso sociale ed economico.

La serie, però, unisce questo contesto a molte storie inventate e concentra avvenimenti differenti in una narrazione più compatta.

Il collegamento con Pompei

Il 79 d.C. non è soltanto l’anno della morte di Vespasiano e dell’ascesa di Tito. È anche l’anno tradizionalmente associato all’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei ed Ercolano.

Se vuoi approfondire questo contenuto ho scritto un articolo qui: Pompei tra film e storia vera: i luoghi da vedere negli scavi.

I luoghi reali: Colosseo e Circo Massimo

Il luogo più evidente è il Colosseo, il monumento simbolo della dinastia flavia.

La visita acquista un significato diverso quando si comprende che l’edificio non era soltanto un’arena. Era uno strumento politico, finanziato e costruito per restituire alla popolazione uno spazio precedentemente occupato dalla residenza privata di Nerone.

Per le corse dei carri, invece, il riferimento è il Circo Massimo. Anche se gran parte delle strutture non è più visibile, la forma della grande arena permette ancora di comprendere la scala degli spettacoli che attiravano la popolazione romana.

Quale serie sull’antica Roma iniziare questa sera?

Le cinque serie storiche sull’antica Roma raccontano come Roma sia diventata, nel corso dei secoli, una città, una Repubblica e infine il centro di un Impero.

Scegli Romulus se ti affascinano il mito e le origini più antiche. Scegli Spartacus se cerchi azione ed emozioni forti. Scegli Rome se vuoi una storia politica complessa e personaggi indimenticabili. Scegli Domina se ami i period drama e le donne di potere. Scegli Those About to Die se vuoi gladiatori, corse dei carri e una produzione più recente.

Poi lascia che la curiosità faccia il resto: dallo schermo alla storia vera, dalla storia vera ai luoghi che puoi ancora visitare oggi. È il ponte che provo a costruire con ogni articolo di Curiosando in giro. Tra le storie che ami e i luoghi reali in cui puoi viverle.

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Curiosiamo in giro insieme.

A presto!